| |
| |
| |
|
|
17/06/2010
|
|
| |
|
Tutta la Capitanata, dalla valle del Fortore a quella dell’Ofanto, è un immenso deposito archeologico. Templi, tombe, rovine, sculture, antiche mura, appartenenti a civiltà scomparse, si incontrano in ogni luogo della provincia. Un altro grande deposito di materiale archeologico, che arriva ai più remoti tempi della preistoria, si trova nel sottosuolo del Tavoliere, o nelle caverne dei Monti della Daunia e del Gargano.
Molte necropoli, daune, romane, medioevali, sono ancora inesplorate. Vi sono giunti, purtroppo, i tombaroli. Essi hanno a disposizione per i loro illeciti trafugamenti campi immensi. Intere città famose nell’antichità o nel Medio Evo sono sprofondate nel terreno. Di esse si conosce solo genericamente l’ubicazione.
E’ il caso della celebre Arpi, al centro del Tavoliere. Mai è stata recintata l’area sotto la quale si presume giaccia la città. Ma alcune aziende agricole non hanno rinunciato del tutto, o in parte, a possedere questa vasta area per le loro colture, tanto più che il terreno è propizio a colture sempre nuove. Se la costruzione di grandi impianti agro-industriali avvenisse, l’umanità perderebbe una delle testimonianze più preziose della Daunia antica.
Se i tombaroli scavano ovunque nottetempo le necropoli sepolte o le singole tombe, soprattutto quelle daune, per trafugarne vasi e bronzi e oggetti preziosi, le ruspe per le costruzioni edili o per il tracciato di strade stanno provocando alla luce del sole sconquassi enormi su terreni che dovrebbero essere preservati da vincoli protettivi.
In pochi anni sono sorti ovunque caseggiati e villini senza alcun rispetto per illustri recinti antichi. Nessun vincolo è stato posto su zone fino a pochi anni fa selvagge e frequentate da pochi pastori. Quando si provvede a porre un vincolo su aree archeologiche, o è troppo tardi o quello spazio continua a essere violato. Così un paesaggio archeologico dei più illustri d’Italia va scomparendo sotto la vergognosa speculazione privata.
Alle spalle delle colline, abbandonate in luoghi impervi e fuori mano, antiche città e necropoli sono state saccheggiate da avventurieri d’ogni contrada. Tombe sono state aperte, sarcofagi di terracotta o di marmo spaccati, spogliati ipogei funebri. A migliaia bronzetti, vasi, terrecotte, oreficerie e anfore sono stati rubati e portati via; sui luoghi d’ogni sacco è rimasta solo la terra degli scavi clandestini che il favonio solleva. Oltre i predoni le ruspe sono passare e ripassate su queste aree, cancellando gran parte di quelle memorie per una fallita lottizzazione agricola. Eppure in quei luoghi si sarebbero dovuti ricercare i resti di templi e di agorà e le fondamenta di case.
Perfino dove esistono alcune delle più importanti necropoli del mondo antico, i custodi di vaste aree, se e quando vi sono, sono pochissimi e il compito della salvaguardia rimane affidato a Carabinieri e Finanzieri, peraltro sempre impegnati nei loro normali – e affaticanti, pur quando non rischiosi – servizi, ma sempre volenterosi ed efficienti nel supplire ad altrui carenze. A questi va rivolto, anzi, un meritatissimo elogio.
Celebri archeologi italiani e stranieri hanno scoperto vaste necropoli con tombe ricche di preziosi corredi funebri. Si pensava, giustamente, che dov’erano città di morti ci dovessero essere città di vivi. Per quante accurate ricerche si facessero non sempre fu dato rinvenirle, e ancora più spesso la carenza di mezzi messi a disposizione da uno Stato negligente ha costretto a rinunziarvi. E’ così che agli archeologi si sono succeduti gli imprenditori pubblici e privati e sulle aree interessate sono sorte fabbriche, cantieri e officine e sono giunte sul posto ruspe e hanno cominciato a scavare e demolire, per costruire autostrade e superstrade.
Quando la Sovrintendenza ai Beni Archeologici vincola zone per salvare quanto meno il salvabile, gli imprenditori alzano alte grida e insistono presso le autorità statali, regionali e locali per impedire ogni vincolo: è così che è stato possibile vedere impiantare in aree che avrebbero dovuto essere protette stabilimenti industriali, in poco tempo palesatisi autentiche “cattedrali nel deserto” e, sempre, non molto tempo dopo, miseramente falliti.
Bisogna dare alle Sovrintendenze:
• maggiori poteri di vincolo e anzi, quando occorre, poteri di esproprio e dotarle quindi di uffici legali diretti da Magistrati amministrativi o ordinari o Avvocati dello Stato;
• dotarle di un ben maggiore numero di archeologi e di tecnici per la ricerca delle aree da vincolare e da scavare, adoperando anche la fotografia aerea come mezzo normale, con facoltà di richiedere, quando necessario, l’aiuto dell’Aeronautica Militare;
• una volta vincolate – o espropriate - le aree, commettere loro il potere di predisporre gli scavi in proprio o affidarli alle Università degli Studi e alle Scuole Archeologiche italiane e straniere, che ne facciano domanda;
• conferire loro la potestà di commettere, sotto la personale responsabilità congiunta del propri dirigenti e dei responsabili dei loro uffici legali, lavori, quando occorrano, a imprese private di sicuro affidamento;
• dotarle di mezzi tecnici e larghi mezzi finanziari per poter adempiere adeguatamente ai loro compiti.
Bisogna smetterla, una buona volta, di considerare il dicastero dei beni culturali un dicastero di secondo ordine e meno che mai subordinarlo a quelli degli affari economici.
Quel dicastero deve, da parte sua, smetterla di considerare i prodotti della “industria” cinematografica beni culturali e privilegiarli a danno degli autentici beni culturali, come purtroppo da tempo avviene per demerito sommo dei suoi titolari.
Talune delle aree archeologiche, data la loro importanza, debbono essere dichiarati “parchi archeologici”, con speciale trattamento, e destinate allo studio, preservate dalle lottizzazioni e tramandate nei secoli. Bisogna difenderle dagli attacchi speculativi di enti, di qualsivoglia natura, e privati.
L’attuale legislazione sul patrimonio culturale italiano è largamente superata dagli eventi e dalle mutate condizioni della società italiana. E’ urgente perciò sostituirla. Il nostro Paese è l’unico al mondo che possiede un patrimonio culturale che, dalla preistoria fino a oggi, si è di continuo accresciuto senza interruzioni. E’ perciò indispensabile che possegga leggi idonee ed efficaci, nonché gli strumenti, mezzi ed enti mesi in grado di applicarle.
Links http://www.arteecarte.it
|
| |
|
| |
| |
Elenco Comunicazioni |
| |
 |
|
 |
|
17/06/2010 |
 |
Tutta la Capitanata, dalla valle del Fortore a quella dell’Ofanto, è un immenso deposito archeologico. Templi, tombe, rovine, sculture, antiche mura, appartenenti a civiltà scomparse, si incontrano in ogni luogo della provincia. Un altro grande deposito di materiale archeologico, che arriva ai più remoti tempi della preistoria, si trova nel sottosuolo del Tavoliere, o nelle caverne dei Monti della Daunia e del Gargano.
Molte necropoli, daune, romane, medioevali, sono ancora inesplorate. Vi sono giunti, purtroppo, i tombaroli. Essi hanno a disposizione per i loro illeciti trafugamenti campi immensi. Intere città famose nell’antichità o nel Medio Evo sono sprofondate nel terreno. Di esse si conosce solo genericamente l’ubicazione.
E’ il caso della celebre Arpi, al centro del Tavoliere. Mai è stata recintata l’area sotto la quale si presume giaccia la città. Ma alcune aziende agricole non hanno rinunciato del tutto, o in parte, a possedere questa vasta area per le loro colture, tanto più che il terreno è propizio a colture sempre nuove. Se la costruzione di grandi impianti agro-industriali avvenisse, l’umanità perderebbe una delle testimonianze più preziose della Daunia antica.
Se i tombaroli scavano ovunque nottetempo le necropoli sepolte o le singole tombe, soprattutto quelle daune, per trafugarne vasi e bronzi e oggetti preziosi, le ruspe per le costruzioni edili o per il tracciato di strade stanno provocando alla luce del sole sconquassi enormi su terreni che dovrebbero essere preservati da vincoli protettivi.
In pochi anni sono sorti ovunque caseggiati e villini senza alcun rispetto per illustri recinti antichi. Nessun vincolo è stato posto su zone fino a pochi anni fa selvagge e frequentate da pochi pastori. Quando si provvede a porre un vincolo su aree archeologiche, o è troppo tardi o quello spazio continua a essere violato. Così un paesaggio archeologico dei più illustri d’Italia va scomparendo sotto la vergognosa speculazione privata.
Alle spalle delle colline, abbandonate in luoghi impervi e fuori mano, antiche città e necropoli sono state saccheggiate da avventurieri d’ogni contrada. Tombe sono state aperte, sarcofagi di terracotta o di marmo spaccati, spogliati ipogei funebri. A migliaia bronzetti, vasi, terrecotte, oreficerie e anfore sono stati rubati e portati via; sui luoghi d’ogni sacco è rimasta solo la terra degli scavi clandestini che il favonio solleva. Oltre i predoni le ruspe sono passare e ripassate su queste aree, cancellando gran parte di quelle memorie per una fallita lottizzazione agricola. Eppure in quei luoghi si sarebbero dovuti ricercare i resti di templi e di agorà e le fondamenta di case.
Perfino dove esistono alcune delle più importanti necropoli del mondo antico, i custodi di vaste aree, se e quando vi sono, sono pochissimi e il compito della salvaguardia rimane affidato a Carabinieri e Finanzieri, peraltro sempre impegnati nei loro normali – e affaticanti, pur quando non rischiosi – servizi, ma sempre volenterosi ed efficienti nel supplire ad altrui carenze. A questi va rivolto, anzi, un meritatissimo elogio.
Celebri archeologi italiani e stranieri hanno scoperto vaste necropoli con tombe ricche di preziosi corredi funebri. Si pensava, giustamente, che dov’erano città di morti ci dovessero essere città di vivi. Per quante accurate ricerche si facessero non sempre fu dato rinvenirle, e ancora più spesso la carenza di mezzi messi a disposizione da uno Stato negligente ha costretto a rinunziarvi. E’ così che agli archeologi si sono succeduti gli imprenditori pubblici e privati e sulle aree interessate sono sorte fabbriche, cantieri e officine e sono giunte sul posto ruspe e hanno cominciato a scavare e demolire, per costruire autostrade e superstrade.
Quando la Sovrintendenza ai Beni Archeologici vincola zone per salvare quanto meno il salvabile, gli imprenditori alzano alte grida e insistono presso le autorità statali, regionali e locali per impedire ogni vincolo: è così che è stato possibile vedere impiantare in aree che avrebbero dovuto essere protette stabilimenti industriali, in poco tempo palesatisi autentiche “cattedrali nel deserto” e, sempre, non molto tempo dopo, miseramente falliti.
Bisogna dare alle Sovrintendenze:
• maggiori poteri di vincolo e anzi, quando occorre, poteri di esproprio e dotarle quindi di uffici legali diretti da Magistrati amministrativi o ordinari o Avvocati dello Stato;
• dotarle di un ben maggiore numero di archeologi e di tecnici per la ricerca delle aree da vincolare e da scavare, adoperando anche la fotografia aerea come mezzo normale, con facoltà di richiedere, quando necessario, l’aiuto dell’Aeronautica Militare;
• una volta vincolate – o espropriate - le aree, commettere loro il potere di predisporre gli scavi in proprio o affidarli alle Università degli Studi e alle Scuole Archeologiche italiane e straniere, che ne facciano domanda;
• conferire loro la potestà di commettere, sotto la personale responsabilità congiunta del propri dirigenti e dei responsabili dei loro uffici legali, lavori, quando occorrano, a imprese private di sicuro affidamento;
• dotarle di mezzi tecnici e larghi mezzi finanziari per poter adempiere adeguatamente ai loro compiti.
Bisogna smetterla, una buona volta, di considerare il dicastero dei beni culturali un dicastero di secondo ordine e meno che mai subordinarlo a quelli degli affari economici.
Quel dicastero deve, da parte sua, smetterla di considerare i prodotti della “industria” cinematografica beni culturali e privilegiarli a danno degli autentici beni culturali, come purtroppo da tempo avviene per demerito sommo dei suoi titolari.
Talune delle aree archeologiche, data la loro importanza, debbono essere dichiarati “parchi archeologici”, con speciale trattamento, e destinate allo studio, preservate dalle lottizzazioni e tramandate nei secoli. Bisogna difenderle dagli attacchi speculativi di enti, di qualsivoglia natura, e privati.
L’attuale legislazione sul patrimonio culturale italiano è largamente superata dagli eventi e dalle mutate condizioni della società italiana. E’ urgente perciò sostituirla. Il nostro Paese è l’unico al mondo che possiede un patrimonio culturale che, dalla preistoria fino a oggi, si è di continuo accresciuto senza interruzioni. E’ perciò indispensabile che possegga leggi idonee ed efficaci, nonché gli strumenti, mezzi ed enti mesi in grado di applicarle.
, Link http://www.arteecarte.it |
 |
 |
|
08/06/2010 |
 |
08/06/2010
Primo Flash Mob a Cosenza, i 3 minuti che trasformano una piazza.
Anche a Cosenza levento estemporaneo che in tutto il mondo sta dando vita a stazioni, piazze e strade. Per
la prima volta, il prossimo 11 giugno alle ore 19.17 in Piazza 11 Settembre, nel capoluogo bruzio, al suono
di una tromba i passanti si fermeranno per tre minuti per rimanere nella posizione di stallo che
preferiranno. Tre minuti che interromperanno la routine della città lasciando che ognuno dei partecipanti
dia vita spontaneamente ad una sorta di "living theatre", discendente della forma innovativa inaugurata
negli anni 70, ma con tempi strettissimi come la vita moderna impone. Il flash mob di Cosenza, come già
per gli analoghi esperimenti di rottura della routine cittadina in altri centri, sarà ripreso e fotografato da
diverse angolazioni e il tutto pubblicato sul sito internet "www.flashmobcalabria.it". Su Facebook, dove è
presente l’evento, sono, intanto, centinaia le adesioni a quello che si profila come un evento innovativo e
dirompente. Nei mesi scorsi Roma e Bologna, solo per citarne alcune, sono state teatro vivente di questa
nuova forma di comunicazione. A Roma, alla Stazione Termini, il flash mob si è concretizzato in una
performance di danza moderna su musiche irradiate ad alto volume allinterno del terminal. A Cosenza, il
sito individuato per il Flash Mob è Piazza 11 Settembre, un luogo simbolo perchè in ricordo di una delle più
grandi tragedie contemporanee. Chi vuole partecipare può ricevere ulteriori informazioni sullo svolgimento
dellevento digitando su cerca di facebook “ flash mob cosenza”.
Organizzatori e promotori dell’evento: Francesco Terranova &8208; Pasquale Verta
Gruppo face book di appoggio – Pipol from CosenzA, Link http://http://www.facebook.com/event.php?eid=115267498517107&ref=ts |
 |
 |
|
19/05/2010 |
 |
Un avviso a tutti gli artemaniaci. La mostra Suoni e Visioni presso la Galleria Nazionale Palazzo Arnone è stata prorogata fino al 29 maggio 2010 ed è visitabile in orario museo 10-18. Non perdete loccasione..., Link http://www.sottosuolo.net |
 |
 |
|
14/05/2010 |
 |
La Notte dei Musei. Suoni e Visioni. L’Amaco provvederà al servizio di navetta per rendere più facilmente godibile anche dal punto di vista logistico “La notte dei Musei” domani 15 maggio. Questi percorsi ed orari: NAVETTA “LA NOTTE DEI MUSEI” Piazza dei Bruzi – Via S. Quattromani – Corso telesio – Piazza XV Marzo – Corridio interno della Villa Vecchia Comunale – Via Petrarca – Piazza L. Cribari – Ponte San Lorenzo – Via dei Martiri (Museo Brettii) – inversione Rifornimento Q8 – Rione Massa – Via Marini Serra – Salita Tribunali – Palazzo Arnone – Via V.zo Gravina – San Francesco di Paola – Via Alarico – Piazza G. Mancini – Via XXIV Maggio – Via L. Maria Greco – Viale L. Fera – Piazza Zumbini – Rotatoia Sottoelevata – Piazza Zumbini – Via N. Serra – Via Caloprese – Piazza Bilotti – Via degli Alimena – Via Monte Santo – Piazza dei Bruzi O R A R I
Piazza dei Bruzi: 20.30, 20.45,21.30,22.15,23,23.45,00.30,01.15.
Palazzo Arnone: 20.55,21.40,22.25,23.10,23.55,00.40,01.25.
P.zza Zumbini: 21.15,22.00,22.45,23.30,00.15,01.00,01.45,02.00 , Link http://www.sottosuolo.net |
 |
 |
|
17/03/2010 |
 |
INIZIA IL CONTO ALLA ROVESCIA PER LISCRIZIONI AL PREMIO COMBAT* --
/COMBAT PRIZE 2010/
Inizia il conto alla rovescia per il PREMIO COMBAT-COMBAT PRIZE 2010, il
concorso di arte contemporanea interamente dedicato alla pittura. *A
poco più di due settimane dal termine delle iscrizioni* (la scadenza è
sabato 3 aprile 2010), è stato presentato il programma degli /eventi
collaterali/. /*"SUPER-VISIONI "*/ è il titolo che riassume il ciclo
dincontri che si svolgeranno, tra il 7 e il 16 Maggio nella sede
settecentesca dei Bottini dellOlio di Livorno.
/SUPER-VISIONI/
*Sabato 8 maggio, ore 16-17.30* "Insegnare larte?" Incontro con il
curatore e critico darte *Alessandro Romanini*, lartista *Omar
Galliani* e il direttore dellAccademia di Belle Arti di Carrara, *Marco
Baudinelli*.
*Domenica 9 maggio, ore 17-18* "Esperienze del contemporaneo in Toscana"
*Maurizio Vanni*, direttore del museo L.U.C.C.A. (Center of Contemporary
Art)
*Venerdì 14 maggio, ore 17-18.30* "Il fantasma della pittura" Incontro
con il curatore e direttore artistico di Kunst Merano Arte e direttore
responsabile di ARTKEY magazine *Valerio Dehò*
*Sabato 15 maggio, ore 17-18* "Dinamiche del Sistema Arte rispetto alla
realtà" Incontro con il critico darte e giornalista *Attilio Scarpellini*,
*Partecipare è fondamentale per riaffermare la centralità dellartista
allinterno del sistema arte Italiano.*
Caratteristiche principali del PREMIO COMBAT --COMBAT PRIZE 2010:
due sezioni artisti *under 50 -- studenti under 25*
possibilità di partecipare con una o più opere per ogni sezione
*pubblicazione delle opere* sul sito http://www.premiocombat.it
chiusura iscrizioni *sabato 3 aprile*
mostra degli *80 finalisti* dal 7 al 16 maggio 2010 presso i "Bottini
dellolio" Livorno
il *vincitore* assoluto di ogni sezione si aggiudicherà un premio
acquisto di :
*6000 € sezione under 50 - € 2000 sezione under 25* -- è previsto un
ulteriore *premio* giuria popolare catalogo realizzato dalla casa
editrice *Sillabe*, Link http://www.premiocombat.it |
 |
 |
|
16/03/2010 |
 |
Kalamu
prossime date:
sabato 20 marzo in concerto a Decollatura CZ
..vi aspettiamo numerosi per una serata musicale allinsegna del divertimento...
PROGRAMMA:
ore 21.00 DARMAGE
ore 22.30 KALAMU
e a seguire musica dance tutta la notte con DJ MANUEL COREA...!!
INGRESSO: 3 EURO
Il concerto del 21 - 03 - 10
al Palacisalfa per il Calabria day di ROMA è stato annullato.....
a presto il nuovo album costruiamo palazzi
, Link http://www.kalamu.org |
 |
 |
|
12/03/2010 |
 |
MASTER CLASS E CONSULENZA INDIVIDUALE 19 e 20 Giugno 2010 a numero chiuso 12 posti
“LA FISIOLOGIA DEL CANTO E DEI SUOI STILI” DOCENTI Prof. Dott. Franco Fussi foniatra e otorinolaringoiatra e Cesare Missiroli Fisioterapista
RICHIEDERE IL MODULO D ISCRIZIONE VIA EMAIL PER PRERVI PARTE MAX 12 POSTI.
PROGRAMMA DI MASSIMA Criteri di eufonia artistica: Gradevolezza, I parametri acustici nell’estetica e nella fisiologia del canto: la percezione della voce e delle sue qualità Anatomia e fisiologia avanzata dell’apparato pneumofonico in relazione al canto Il mantice respiratorio, la sorgente laringea, il ciclo vibratorio cordale, le cavità sopraglottiche di risonanza, il ruolo dei seni paranasali, l’apparato articolatorio.
Le dinamiche della respirazione nel canto tra appoggio, sostegno e controllo posturale L’educazione della respirazione nelle diverse pedagogie. Devianze della fase di rifornimento aereo e loro correzione. L’equilibrio degli antagonismi nell’apparato respiratorio:“appoggio” e ”sostegno” diaframmatico.
Rieducazione/ginnastica respiratoria con lo Spirotiger nel cantante e valutazioni posturali nei tre tempi respiratori La rieducazione/ginnastica respiratoria viene praticata con l’ausilio di uno strumento innovativo chiamato Spirotiger che permette un allenamento intenso e specifico e mirato della muscolatura respiratoria per il cantante. Valutazione posturale nei tre tempi respiratori. I registri della voce cantata nel canto. L’equilibrio degli antagonismi laringei nella gestione dei registri: i sinergismi dei tensori laringei. Registri di primo ordine (registri laringei): Registro pieno, misto e falsetto, Registro di fischio e di flauto. Voce aperta e coperta, consonanza di petto e di testaI registri laringei e il loro legame nella conduzione degli stili vocali Il bilancio di risonanza Le cavità sopraglottiche di risonanza, il ruolo dei seni paranasali. Il concetto di “cavità” e ”punta”.
La questione delle formanti nella voce maschile e femminile. La qualità vocale e luso dei risuonatoriconduzione degli stili vocali. Le tecniche di equilibrio instabile come guida alla consapevolezza del vocal tract. Semeiotica foniatrica percettiva e strumentale della voce cantata Analisi elettroacustica. Frequenza fondamentale e formanti vocaliche.
Lo spettro vocale nel canto. Videolaringoscopia a fibre ottiche, stroboscopia, fonetografia, partiturografia Norme di igiene vocale e cenni sulla patologia del canto. Consigli di prevenzione e terapia medica omeopatica.
RICHIEDERE INFORMAZIONI SOLO PER CHI E VERAMENTE INTERESSATO.
ESIGUO NUMERO DI POSTI LIBERI.
06 77 20 22 10 - 329 1167858
Buona giornata
MELODY MUSIC SCHOOL
, Link http://www.melodymusicschool.com |
 |
 |
|
12/03/2010 |
 |
12 - 13 GIUGNO 2010 STAGE DI FORMAZIONE A NUMERO CHIUSO DI 12 PERSONE CON LA PROFESSORESSA LORETTA MARTINEZ docente del programma "AMICI DI MARIA DE FILIPPI" .
Richiedere il modulo d iscrizione via email presso la MELODY MUSIC SCHOOL e tutte le info necessarie per prendervi parte.
LO STAGE DURA 2 GIORNI PER UN TOTALE DI 16 ORE, POTRANNO PARTECIPARE AL MASSIMO 12 STAGISTI, QUINDI VIENE SVOLTO A NUMERO CHIUSO, una volta raggiunti i posti necessari lo stage e chiuso.
VERRA RILASCIATO UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE.
Esiste anche la possibilita di essere selezionati per il corso del nuovo anno accademico 2010/2011 con la professoressa Martinez svolgendo tale seminario.
DURANTE LO STAGE VERRANNO ESAMINATE LE SEGUENTI NOZIONI DIDATTICHE:
IL METODO VMS DI LORETTA MARTINEZ PROGRAMMA:
PRIMO GIORNO: - esibizione dei partecipanti (ciascuno canterà un brano a sua scelta di cui avrà la base nella propria tonalita’) - valutazione tecnica e stilistica dell’esibizione - introduzione al lavoro tecnico – le basi del metodo
VMS SECONDO GIORNO: - esercizi pratici di risoluzione agli eventuali problemi tecnici rilevati - introduzione al lavoro musicale ed interpretativo - esercizi pratici per l’interpretazione - riesibizione dei partecipanti alla luce di quanto emerso nel corso.
06 77 20 22 10 - 329 11 67 858
info@melodymusicschool.it
OVVIAMENTE BISOGNERA AVVISARE L ACCADEMIA TELEFONICAMENTE QUALORA FOSTE SERIAMENTE INTERESSATI GRAZIE
LA SEDE DOVE SI TERRA IL SEMINARIO OVVIAMENTE E
LACCADEMIA, PER TUTTE LE INFO CONSULTARE IL SITO
06 77202210 – 329 1167858
, Link http://www.melodymusicschool.com |
 |
 |
|
09/03/2010 |
 |
Salve!In attesa di avere fisicamente tra le mani il nuovo CD, vi aspetto domenica
prossima 14 marzo alle ore 19 al JazzOnLive di Brescia!Un saluto e a prestoMartha
J._____________________________comunicato stampaANTEPRIMA JAZZ CON IL MARTHA J.
QUARTETAppuntamento da non perdere al JazzOnLive:?domenica 14 marzo in anteprima i
brani del nuovo discoUnoccasione da non perdere per ascoltare alcuni brani del nuovo
disco - il terzo - che Martha J., una delle più belle voci del jazz nostrano, ha
appena finito di registrare: è quanto offre domenica 14 marzo il concerto proposto al
JazzOnLive di Brescia.Insieme a Francesco Chebat al piano, Stefano Bertoli alla
batteria e Roberto Piccolo al contrabbasso, la voce elegante e coinvolgente di Martha
J. presenterà diversi pezzi che andranno a comporre il disco di prossima uscita.
Accanto a questi, alcuni brani tratti dai suoi recente lavori, Thats it! e No one
but you, molto apprezzati dal pubblico e positivamente accolti dalla critica.Il nuovo lavoro nasce dalla consolidata collaborazione tra Martha J. e Francesco Chebat e conterrà undici brani inediti.Martha J. Quartet?domenica 14 marzo - ore
19.00JazzOnLive?via Genova, 57 - Brescia?tel. 347 7986100, Link http://www.jazzonlive.it |
 |
|
| |
|
|
|
|
|
| |
|
|